Brilla una stella nel firmamento della nautica… – Vincenzo Zaccagnino

Sono passati cinquant’anni! E la stella Rio brilla sempre nella parte alta del firmamento nautico. Cinquant’anni di successi, che dimostrano come le industrie a conduzione famigliare sono la parte vincente di questo made in Italy che solca i mari. E’ cosi per gli Scarani come per i Vitelli, i Codecasa, gli Aprea e per tanti altri.
Cinquant’anni anche da me vissuti a fabbricare barchette di carta. Ma tanti ricordi legati a Rio. Quanti incontri, articoli, interviste con la famiglia sino a Piergiorgio che oggi è al timone.
Ma io cosa ricordo di Rio’? L’”Espera” ad esempio, nel lontano 1963, uno splendido runaboat in legni pregiati di 6 metri e 60. Dieci anni dopo uno dei primi cabinti, il Rio 13 metri, ma anche la scoperta dell’ABS, con il lancio del Rio 310, che in acqua rappresentava per gli italiani quella che era la 500 su strada. Il primo gradino di una gamma di ben 23 modelli Rio. E oggi gli eleganti open, gli Art e gli Air di 13 e 14 metri, con l’annuncio di barche più grandi, che arriveranno presto. Chissà che slogan inventerà per il loro lancio Madame Rio? Ricordo che nel 1963 l’”Espera” aveva “linea classica, armoniosa e slanciata”. E quando la gamma era diventata notevole si leggeva “Rio, tutto il panorama barca”. Per arrivare a gridare “ La barchissima”, quando nel 1991 nacque un elegante Rio 900 Fish, che sarebbe piaciuto ad Hemingway.

Vincenzo Zaccagnino
Giornalista “Pioniere della nautica”

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