C'è Rio e Rio – Alfredo Provenzali

C’è Rio e Rio ( ma entrambi con la maiuscola).
C’è Rio de Janeiro col suo celebre carnevale di Rio e Rio di Sarnico con la sua altrettanto celebre flotta di imbarcazioni grandi e piccole.
Hanno comunque un tratto in comune: la gioia di esserci.
Da una parte la voglia di far festa, dall’altra di contribuire al godimento di quel bene incomparabile che è il mare.

La Rio più giovane (quella della barche) è arrivata al suo primo mezzo secolo di vita anche se sembra ieri quando, nelle prime edizioni del Salone Nautico di Genova, l’esposizione cercava di togliersi la patina di vetrina per “oggetti di lusso” per conquistare lo spazio del “difficile ma non impossibile”. Era forse improprio all’epoca, parlare di “nautica popolare”, è giusto oggi riconoscerlo, ma era lodevole che qualcuno (o qualcuna?) si ponesse il problema di come spostare in avanti, sia pure leggermente, gli orizzonti del “panorama barca”.

Dicevamo della “flotta Rio”: ne ignoriamo i numeri esatti ma abbiamo la certezza che di zeri ne abbiano parecchi perché c’è una “fedeltà al marchio”che è altrove difficilmente riscontrabile, ragion per cui diventa naturale passare di barca in barca a patto che la firma in fiancata sia sempre la stessa. Dello stesso cantiere.
Quando la produzione della Rio spaziava dal mini-mini al maxi-maxi c’era uno slogan mai utilizzato ma presente nei comportamenti che così recitava: “dal barchino per galleggiare allo yacht per navigare”.
Sulla plancia di uno di questi yacht ci ritroveremo in occasione del “doppio 51”, la cinquantunesima edizione del Salone Nautico Internazionale di Genova e l’inizio del cinquantunesimo anno di attività della Rio.
A tener banco sarà come sempre, la signora Scarani.
Ci illustrerà tutte le meraviglie tecnologiche delle sue imbarcazioni, i progetti in cantiere per l’immediato futuro e le speranze di rilancio di un settore che è sempre il primo a risentire delle crisi internazionali ma è anche il primo ad arrivare al salvagente col quale riprendere a galleggiare.

Noi, amici-invitati, ascolteremo con attenzione ed interesse. Come sempre. Personalmente potrò distrarmi per qualche istante ( e me ne scuso anticipatamente) ma sarà perché la sua voce, gentile Signora Scarani, mi farà ricordare la vecchia cantina della casa paterna dell’Isola d’Elba nella quale conservo una piccola barca in vetroresina di tre metri e qualche centimetro. Con essa e su di essa non “galleggio” ma navigo nei ricordi più belli della mia vita.
La prima barca non si scorda mai, soprattutto se è Rio.

Alfredo Provenzali
Giornalista RAI

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