Compagni di banco, compagni di barca – Emanuele Pastori

Cinquant’anni di Rio

Il mio personale rapporto di amicizia con l’azienda di Sarnico inizia molti anni prima che la medesima società iniziasse ad operare. Comincia, infatti sui banchi delle scuole medie di Cremona (l’arcinota Virgilio) dove chi vi scrive divideva il proprio banco con Carlo Scarani, fratello del fondatore,che diverrà per molti lustri la mente progettuale del gruppo. Lui, bravissimo in matematica, avrebbe concretizzato la propria vocazione con una laurea in ingegneria, io, con una certa “facilità di penna” mi sarei dedicato al giornalismo tecnico, indirizzandomi alla meccanica motoristica ed alla nautica. Di fatto, nessuno avrebbe mai pensato, al tempo, che la fornace di laterizi di Villongo avrebbe lasciato il posto all’attività nautica, e che il figlio di un noto albergatore sarebbe diventato un giornalista nautico. Dai banchi di scuola le strade si divisero per alcuni anni sino a quando nell’ambito di una iniziativa promozionale promossa dal Corriere della Sera, ebbi l’opportunità di visitare la fabbrica di Sarnico. Ai tempi l’azienda si chiamava Avionautica Rio, e, in uno dei capannoni del gruppo, si costruivano alianti di indubbia reputazione tra cui il glorioso, piccolo, anche se non particolarmente facile, monoposto M 100 con il quale si sono brevettati nel tempo molti piloti. Si realizzavano .nel contempo importanti Yacht nella classe medio alte (rapportati ad oggi si potrebbero considerare mezzi di elevatissimo prestigio per un pubblico di raffinatissimo palato e concorrenti dei più prestigiosi marchi nazionali nella nautica che conta) In quei tempi si costruiva ancora in legno, e le barche del cantiere si proponevano quali esempi di raffinata ebanisteria sull’acqua, ma con soluzioni tecniche già evidenti per la propria attualità. Una svolta importante segnerà alcuni anni dopo il passaggio alle costruzioni in materiale di sintesi, quando Luigi Scarani, la mente imprenditoriale del gruppo, colse l’opportunità di dedicare il prodotto nautico ad un pubblico assai più vasto di quello delle barche di prestigio, facendosi grande interprete della nascente nautica popolare. Una scommessa, questa, che avrebbe coniugato il moderno design con le attualissime tecnologie e che avrebbe, quale risultato, portato alla creazione di facili ed economiche imbarcazioni di grandissima diffusione. Le moderne tecnologie

prevedevano lo stampaggio dell’intero scafo con una lastra di uno speciale materiale denominato Ravikral e prodotto dall’Anic con un sistema sviluppato in collaborazione con la Rio medesima e che portò alla costruzione in grande serie del prodotto per una fascia sempre più elevata di utenza. Tale operazione allineava l’azienda ai produttori statunitensi di maggior respiro, produttori che ancora oggi (mutatis mutandis) si affidano a tali tecnologie. E così negli anni la Casa di Sarnico ha perpetuato e consolidato la propria presenza con sempre maggior attenzione sia al mercato che alle tecnologie più moderne.

Degne di nota le serie ispirate al gioco del calcio, in un momento in cui tale sport veniva espresso al meglio dalle nostre formazioni.

Artefice di questa simpatica comunicazione è stata certamente Anna, la onnipresente compagna di Luigi, che con la propria attentissima presenza ha saputo circondare l’azienda di quella umana simpatia che ha favorito al meglio il rapporto con tutti i media. Quello che si va a festeggiare quest’anno è il cinquantesimo anniversario; un momento in cui l’azienda è protesa verso forme dimensionali di elevato prestigio che certamente preludono ad un futuro che saprà certamente essere carico di eccellenti fattive proposte in vista di una seconda giovinezza. A presto Rio!

Emanuele Pastori
Giornalista “Pioniere della nautica”

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