In principio fu l'Anna – Mino Allione

All’inizio è stata Anna. Anna Scarani. L’ho conosciuta per motivi di lavoro quando seguivo la nautica da diporto. Ero timido, allora. E poco capivo di barche. Anna mi colpì per la sua gentilezza ma soprattutto per l’atmosfera familiare che riesce a creare con l’interlocutore. Lei non si occupa di vendite, illustra l’Azienda, ti parla dei figli, mette in evidenza un particolare degli interni, si scusa per il disordine e ti chiede se vuoi un caffè. Chi sciorinava dati e particolari tecnici era il cognato, i conti li faceva il marito, Gigi. Un placidone che s’illumina parlando dei suoi maiali e del raccolto di cipolle e patate, quasi che le barche lo annoino. E’ un tipo agreste, lui, e non te lo vedi in divisa da marinaretto…

Mi rendo conto che, detta così sembra un flash sulla Fattoria degli animali ma è stato proprio questo ritrovarmi tra la gente come me, che non se la tira e che non vuole farti sentire più importante solo perché vuoi farti la barca a conquistarmi.

Trascorrono più di dieci anni da quell’incontro e ritrovo Anna Scarani al telefono. Avevo assunto la direzione di “Brescia Oggi” e mi sento dire “Ma sei quel Mino Allione che conoscevo?”. Si, cara Anna sono io e vengo anche a trovarti. Trovo Anna e riscopro la Rio. Poco capisco ancora di motorizzazioni, ma le linee mi affascinano. Ho qualche lira in più e decido di cambiare il vecchio motoscafino. Acquisto un 6,5 metri. Splendido, elegante. E lo ammacco subito prendendo troppo velocemente, da coglionazzo, una curva sul canale della Laguna di Marano e sbattendo la fiancata contro una bricola. E’ la scusa buona per passare ai 9 metri. Parlo prima con Anna, poi faccio i conti con Gigi ed è fatta.
Ma, come ben sanno i barcaroli, l’appetito vien navigando e quel 14 metri della Rio era proprio la fine del mondo. Torno dagli Scarani, Anna ha qualche problema con la nipotina ma –adorabile nonna manager – trova il tempo per sorridermi e chiedermi se sono proprio sicuro di volere una barca così impegnativa. “Pensaci bene Mino” mi dice e allora decido che la voglio come sorella!
Parenti non lo siamo diventati, ma amici si.
Sul Ricki è scritta una parte importante della mia vita: comodo, sicuro, un’eleganza e una linea strepitose, tutto godibile, è stato la mia casa estiva per anni, mi ha fatto scoprire la gioia di andare per mare, e trovare nuovi valori essenziali. Col Rio 14 mi sentivo sicuro, sia per le prestazioni con ogni tipo di onda sia perché sapevo di far parte della “famiglia Rio”, sempre pronta ad assistermi a fronte di qualche problema, come una volta in effetti è successo.
Che altro dire della mia esperienza con le barche Rio? Che mi ha fatto piacere quando mi è stata chiesta una testimonianza, perché sono “ritornato in famiglia” e perché ricordare al computer le esperienze vissute con le barche degli Scarani mi ha fatto riprovare emozioni ormai sopite e sogni dimenticati: E i sogni aiutano a vivere: Grazie Anna, grazie Rio.

Mino Allione
Giornalista

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