La prima di Rio non si scorda mai – Biagio Agnes

Accade che uno per caso o per libera scelta, per consuetudini tradizionali, per lignaggio, per appartenenza a questa o quell’altra consorteria di filatelici, di collezionisti di vasi cinesi, di cacciatori di farfalle, si trovi a far parte di un club, di un circolo, di una tifoseria. Persino seguace di una setta:::A me è successo che, originario di un luogo dove il mare non è esattamente sotto le finestre di casa, mi senta di appartenere con uguale spirito di un commodoro di lungo corso non solo a quella genia che ama svisceratamente il mare ma, di gusti molto selettivi, gli piace di navigarlo esclusivamente a bordo di qualcosa di speciale, di esclusivo. Insomma su una macchina marina che, dalla linea di galleggiamento in su meglio si identifichi con tali predilezioni.
Quando cominciò tutto questo?
Erano i primi Anni Sessanta quando mi aggiravo al Salone Nautico e mi lasciai sedurre dalla prima barca della mia vita. Una barca a misura umana, bella, sicura, fatta per saltellare tra le onde con eleganza senza la pretesa di possedere lo status simbol di uno sceicco. Ma più importante fu che in quella gradevolissima occasione di un buon acquisto – sportivo e da diporto – contraemmo mia moglie ed io una forte amicizia con i titolari del marchiodai cui cantieri era uscita la nostra prima Rio. Allora la mia giovane famiglia trascorreva l’estate a San Felice Circeo. Nel congedarci dai signori Scarani avevo lasciato anche il mio recapito telefonico della casa delle vacanze; e fu lì che passando dalle parti di San Felice il Dottor Luigi Scarani e la signora Anna si rammentarono di quei clienti freschi d’acquisto, ci chiamarono ed a me parve naturale proporre a lei e al consorte un giro tirrenico sulla mia Rio ormeggiata al Porto Canale garantendo che “su quella barca si andava per mare sicuri”. I signori Scarani mi credettero sulla parola, la signora Anna mi disse che era la prima volta che saliva a bordo su una barca Rio pilotata da altri che non fossero dell’Impresa, il massimo della gentilezza. E questa fu la mia introduzione al club degli entusiasti di quella fabbrica di nobili oggetti per galleggiare sicuri; ho detto prima barca perché altre ne seguirono; come accade quando la fedeltà ad un marchio – che porta così in alto l’inventiva, lo stile italiano nel mondo – si intreccia all’amicizia con chi ha creato tutto questo. Una operosità anche all’insegna di il mare per tutti, mettendola a questo modo pure sul sociale che non mi dispiace. Su barche Rio negli anni allargai i miei orizzonti marini non soltanto in senso metaforico ma anche…di stazza, scandendo cioè altre tappe della mia vita con queste gratificazioni personali. Per quanto curioso possa sembrare oggi in tempo di crisi, sono convinto che per tonificarsi il morale, alimentare l’ottimismo nonostante tutto bisogna imporsi dei salti di qualità.
I miei decenni di fedeltà alla Rio in questa ricorrenza semisecolare lo testimoniano tutti.

Biagio Agnes, storico direttore Generale della Rai, ha guidato la tv di Stato dal 1982 al 1990, dopo una lunga carriera da giornalista. Sotto la sua direzione la Rai ha affrontato la sfida della tv commerciale. Uscito dalla Rai, è stato presidente della Stet. Dal 2006 era direttore della Scuola di Giornalismo dell’università di Salerno.

Il dr. Biagio Agnes, amico della prima ora e primo testimone della Rio è scomparso alcuni giorni prima del dr. Luigi Scarani fondatore dell’azienda.
Lo scritto prezioso è datato 8 Febbraio 2011.

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