Rio VIP: quanta bella gente – Pierluigi Brignoli

Incontro con Gianna Nannini
Una bella estate degli anni 80…
La cantante Gianna Nannini sull’onda del successo di “America”, brano che l’aveva prepotentemente imposta al grande pubblico, veniva contattata dalla Piaggio di Pontedera per reclamizzare il modello RIO/Piaggio 400 Jet, motoscafo il cui propulsore era appunto un motore idrogetto della Piaggio. Assieme alla cantante senese erano venuti a Sarnico anche alcuni tecnici Piaggio e operatori RAI.
I test in acqua iniziarono dal chiattone del villaggio Holiday e, dopo un giro di prova fino all’Eurovil, il volante veniva “imprudentemente” lasciato nelle mani della cantante.
Va detto che una barca motorizzata da un propulsore idrogetto non ha timone e nel caso ci si trovi a decelerare bruscamente non è più in grado di cambiare direzione anche girando il volante poiché è solo la spinta del motore a far curvare la barca.
Dico questo perché Gianna ad un certo punto sopraggiunge dall’alto lago a tutta velocità puntando dritta verso il chiattone sul quale si erano dati appuntamento giornalisti, tecnici e operatori TV dopodiché vira di colpo evitando lo schianto e lasciando sbigottiti i più. Da un operatore TVsia pur con un sorriso, sento esclamare : “Questa è pazza!”
Il filmato venne realizzato a bordo della RIO/Piaggio 400 jet con la Nannini che cantava in playback con l’ausilio di un mangianastri nascosto. Io me ne stavo seduto a poppa:avrei dovuto intervenire solo in caso di un inconveniente alla barca e per l’attracco.
Al termine delle riprese ricordo chiaramente come l’operatore fosse molto più tranquillo rispetto all’inizio del servizio: ora si permetteva addirittura di sorridere.
Si passava successivamente alla fase più piacevole della giornata: il pranzo al ristorante “Turistico” di Sarnico. Io ebbi l’onore di sedere a capotavola con alla mia destra Gianna Nannini mentre a sinistra sedeva un tecnico Piaggio, uno che la sapeva lunga, un intrattenitore nato, un acceso “fan” di Celentano.
Un tecnico della troupe televisiva, propose da bere a tutti un Cuvée Berlucchi, il primo bollicine che ebbi modo di sorseggiare nella maniera, allora un po’ inusuale, “a tutto pasto”, una scelta forse adottata da chi era già avvezzo nel pasteggiare a Champagne e sicuramente ben lontano dai miei usi e costumi di quel tempo.
Ad un certo punto un giovane cameriere si dirige agitatissimo verso la cantante e dandole del tu, segno palese di affetto nei confronti del nuovo talento, giovane, ribelle, anticonformista e anche un po’ provocatorio, le richiede caldamente l’autografo, uno per sé… “e se puoi farne uno anche alla mia collega che si vergogna” – in quel mentre si vede spuntare dalla porta del ristorante il viso di una ragazzina tremebonda e rossa in viso per l’emozione: era “l’effetto Nannini”.

Incontro con i Pooh
Il famoso gruppo musicale dei Pooh è in zona per girare un film in mezzo al lago. Suonano sulle chiatte delle Ferrovie dello Stato, cantano nel parco della Villa Lanza di Predore gettando i bicchieri dietro di sé, “alla russa” o recitano sul campanile di Adrara.
Come barche di appoggio per la troupe vengono messe a disposizione 4 barche RIO con 4 piloti fra i quali il sottoscritto.
Il nostro compito era quello di “scortare” i Pooh mentre venivano filmati. Nelle lunghe attese quando l’elicottero degli operatori si allontanava per i rifornimenti di carburante avemmo modo di conoscere un po’ più a fondo i quattro simpatici cantanti.
L’unica “nota stonata”: mentre alla guida di ogni barca c’era un addetto RIO, nel mio caso il cantante Red Canzian, proprietario di una barca a Jesolo,pretese il comando della barca. Un gruppo di stranieri, sapendo della visita dei Pooh in quella zona, erano venuti a spiarne le prove. Nel transitare guardavano con molta attenzione i volti dei vari componenti dei Pooh e quando mi incrociarono videro che non assomigliavo troppo a Red Canzian, la delusione era scritta sui loro volti. Ero proprio un “signor nessuno!…”

Vita da collaudatore
Ci apprestavamo al collaudo delle barche Rio per la Marina Militare.
Dopo aver portato il sig. Baglietto, marinaio addetto ai motori, ad apporre la firma di presenza alla Caserma dei Carabinieri, salivamo in barca, chi munito di cuffie per meglio sopportare il rumore nel vano motori o chi, più fortunato come me, alla guida.
Le prove da effettuare erano lunghe ed estenuanti. La più lunga consisteva nella navigazione mi pare a ¾ di gas per la durata di ore 3 continue (praticamente si arrivava fino in cima al lago per poi tornare indietro più di una volta).
Ad intervalli regolari, all’approntamento delle varie unità, veniva a fare visita anche qualche Autorità, per autorità intendo dire con qualche grado in più di altri sulla spallina. Pareva una regola, ma ogni volta che arrivava una di queste Autorità, capitava sempre un inconveniente e, cosa incredibile, la gravità dell’inconveniente era direttamente proporzionale al grado del militare. La prima volta davanti a un Capitano, la sentina si mise a fare acqua, la seconda volta arrivò un Colonnello al quale vollero far vedere la barca benché questa fosse al porto del Cantiere Pezzotti di Pilzone a 15 km di distanza, fosse sera e fosse anche Inverno. Avremmo potuto rifiutarci per questioni di sicurezza ma obbedimmo al …comando. Una volta giunti sul posto bastò slegare la barca e fare 2 mt in retromarcia per accalappiare con l’elica tutto il cordame immerso che stava in acqua: naturalmente prova annullata. Il giorno dopo vidi il personale del Cantiere dover liberare le eliche a colpi di scalpello.
Il peggio capitò quando arrivò in visita un Generale. Noi eravamo già sul lago con due addetti della Marina Militare ma quella mattina la sentina faceva acqua, io da studioso di astrologia mi ero accorto che quando c’erano cattivi aspetti fra Plutone e Mercurio, le sentine si allagavano con più facilità. Quella mattina in particolar modo c’era la quadratura fra Plutone e Mercurio. Giunta l’ora del pranzo, eravamo d’accordo di trovarci al ristorante “Punta dell’Est” di Clusane ma gli altri tardavano parecchio ad arrivare, perché? Finalmente dopo ¾ d’ora arrivarono in 3,pallidi in volto. Durante il varo del 10 mt, effettuato a Paratico, la gru del camion non aveva retto e la barca era caduta pesantemente in acqua ma il peggio fu che non era tanto colpa della gru quanto dei piedi del camion che non ressero e così il mezzo finì in acqua, capovolgendosi sopra la barca. Nel crollo rischiarono di finire travolti anche alcuni addetti visto che era stato abbattuto un bel pezzo di ringhiera del lungolago.

Altro episodio da “moviola”.
Per un collaudo invernale ci trovavamo ad Iseo quando da Sarnico vedemmo arrivare un muro di nebbia. Ritornammo prontamente verso la nostra base di Paratico dal compianto Mariolino Alebardi mantenendo la direzione fissa a 240° della bussola. Nel frattempo il nebbione ci avvolgeva completamente, visibilità 5 mt. Le tenebre erano scese ed il faro orientabile più che essere d’aiuto ci abbagliava nella guida tanto che fu opportuno spegnerlo. Un secondo contrattempo ci portò ad una virata improvvisa così non ci accorgemmo che i 240° nel frattempo erano diventati addirittura 70°! Sbadataggine colpevole! Che fare? Erano già 7/8 minuti che viaggiavamo fuori rotta con il rischio di incagliarci da qualche parte o peggio ancora di finire sotto il pontile di Clusane la qual cosa avrebbe portato ad un serio danneggiamento della sovrastruttura.
Facendo un rapido calcolo mentale di quanti minuti e con quale rotta avevamo viaggiato, a istinto misi il timone a 10° per 5 minuti circa dopodiché, presumendo di essere tornati sulla rotta originale, rimisi il timone a 240°. Eravamo nelle mani di Dio, la nostra velocità non superava i 3 nodi anche perché eravamo pronti in ogni momento ad una collisione senza sapere nemmeno contro quale tipo di imbarcazione questa sarebbe avvenuta, non sapendo dove ci trovavamo. Anche il radar era scollegato. Dopo parecchio tempo ecco apparire una luce artificiale sulla nostra destra: che fossero i cantieri Riva? O il chiattone dell’Holiday? E se fosse l’Hotel Cantiere?… Magari fossimo già all’Hotel Cantiere! Avremmo almeno un bel punto di riferimento oltre ad essere già arrivati a Sarnico! Dovevamo fare però attenzione al pontile che si estende verso il largo. Poi ci accorgemmo con grande stupore che eravamo andati ben oltre l’Hotel Cantiere essendo giunti addirittura all’altezza del ristorante “Al Tram” e senza aver travolto né ipontili, né la ringhiera del lungolago, né essere incappati nella palizzata delle nasse dei pescatori. Qualcuno aveva guardato giù dall’alto miracolosamente.
L’ultimo collaudo ad una barca della Marina Militare consisteva nella prova d’ormeggio. Il test fu effettuato legando la barca dalle bitte al molo d’ormeggio del Porto di Predore. Si trattava di accelerare i motori fino a metà gas e restare così con la barca in tiro per quaranta minuti.. Avevamo scelto il porto di Predore in quanto qui c’era un fondale ben più profondo di quello di Sarnico. L’acqua mossa dalle eliche in movimento creava un turbinio incredibile; a Sarnico, in presenza di poca acqua, esse avrebbero sollevato il fondale fangoso. Dovevamo stare attenti al surriscaldamento dei motori e che non si staccassero le bitte o rotto le cime perché avremmo rischiato di finire in acqua.
Tutto andò bene, il collaudo fu portato a termine regolarmente.

Rio Vip, quanta bella gente:
Le visite di Raffaele Pisu, di Massimo Boldi, Gerry Scotti, Johnny Cecotto, Patrizia Pellegrino…
I film con Alberto Sordi, Renato Pozzetto, Laura Antonelli, Diego Abatantuono..
Le visite in Fiera del Re Baldovino del Belgio, di SAR Principe Ranieri di Monaco, di Luciano Pavarotti, Gino Paoli…

Pierluigi Brignoli
Divisione progetti RIO YACHTS

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